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11/07 - INIESTA AI SUPPLEMENTARI LAUREA LA SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO

venerdì 25 giugno 2010

Vince la Slovacchia, l'Italia è fuori

Un'Italia INGUARDABILE, SENZ'ANIMA NE FIATO, perde 3-2 contro la Slovacchia e lascia il mondiale, dopo 36 anni alla fase a gironi e per giunta in ultima posizione. Era l'ultima partita del primo turno, quella che decideva il nostro destino, quello dei campioni del mondo e siamo riusciti a perderla, senza quasi lottare per far sì che questo scempio non accadesse, senza quasi voler fermare quella giovane e inesperta Slovacchia che ci stava dominando. Dopo le interviste del giorno prima che erano fatte quasi a promettere il passaggio del turno magari anche da primi, il 24 giugno 2010 siamo stati costretti a vedere non un eliminazione, perchè quella se arriva dopo aver messo tutta la grinta ci può anche stare, ma senza dare quasi competamente niente.
La partita infatti al 25° passa subito nelle mani della Slovacchia - che è Anch'Essa obbligata a vincere - grazie al gol di Vittek. L'Italia fa troppa confusione e stenta a preoccupare la retroguardia avversaria. Il primo tempo si chiude in passivo e nella ripresa dentro Quagliarella e Maggio e più in là Pirlo. Si arcuisce il gioco con l'ingresso dei due giocatori del Napoli, nonchè del centrocampista del Milan e infatti si vede un pò di incursione di centrocampo, ma ancora fatica immane ad avvicinarsi alla porta avversaria e così Vittek al 73° castiga ancora l'Italia e qualifica virtualmente la sua squadra. Siamo costretti a reagire e arriva quel gol tanto atteso di Di Natale al 81° che nonostante tutto fa ancora sperare: e infatti, all'85° troviamo anche il pareggio con Quagliarella (dove fosse finito fino ad allora solo Lippi lo sa) che però è stato annullato per offside. E allora ancora con delle energie trovate come per magia, gli Azzurri si spingono in avanti, ma su errore arriva il terzo gol Slovacco con Kopúnek all'89° e dunque destino quasi segnato, ma il buon Fabio Quagliarella è il meno arrendevole e trova il gol del 3-2 al 90°. I tre minuti di recupero vedono sfumare nell'extremis la qualificazione azzurra con un tiro fuori di Pepe, che però se fosse entrato magari saremmo agli ottavi, ma lo saremmo veramente per grazia celeste e per soli dieci minuti di follia, quindi forse, per il bene del buon calcio è meglio che sia finita così. Lacrime per tutti a fine gara, ma le più amare sicuramente quelle di Quagliarella che in 45 minuti ha fatto più di tutti gli altri; le attenuati le si possono dare anche a Pirlo e a Maggio, nonchè a tutti i panchinari perenni o quasi di questa brutta, bruttissima Italia. Ma ormai è inutile recriminare: da domani si torna a casa e si pensa al futuro come è giusto che sia. Bye bye Sudafrica!

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